
Entro novembre 2025, gli Stati membri UE sono invitati ad adottare strategie nazionali per l’economia sociale, come indicato dalla Raccomandazione del Consiglio UE approvata nel 2023. Si tratta di una svolta cruciale per valorizzare imprese sociali, cooperative, associazioni e fondazioni che oggi danno lavoro a oltre 13 milioni di persone in Europa.
Il Piano d’Azione della Commissione Europea, avviato nel 2021, prevede 38 azioni concrete da realizzare entro il 2030. Gli obiettivi includono: creare un quadro giuridico favorevole, agevolare l’accesso ai finanziamenti (inclusi InvestEU e FSE+), semplificare le normative fiscali, rafforzare la contrattazione collettiva e promuovere la visibilità del settore.
La Commissione raccomanda agli Stati di istituire sportelli unici, nominare coordinatori nazionali e rafforzare la presenza territoriale dell’economia sociale. Centrale anche il sostegno alla transizione digitale e verde, tramite formazione, innovazione sociale e strumenti ad hoc.
L’Italia, con una forte tradizione cooperativa e un Terzo Settore già strutturato, ha un’opportunità unica: integrare queste linee guida nella propria politica economica e sociale, rilanciando l’occupazione e la coesione territoriale. Ora la sfida è rendere operativa questa visione, con il coinvolgimento diretto degli ETS.
