Donazione o Erogazione Liberale? Guida pratica

Donazione ed erogazione liberale sono la stessa cosa? No, sebbene nel parlato quotidiano vengano usate come sinonimi, la legge e il fisco le considerano due operazioni molto diverse, con conseguenze distinte sia per chi dona sia per chi riceve.

Che cos’è esattamente una “donazione”? È un vero e proprio contratto, regolato dal Codice civile, attraverso il quale una persona ne arricchisce un’altra per puro spirito di liberalità. Poiché intacca il patrimonio di chi dona, la legge richiede una forma rigorosa: per essere valida, deve essere fatta con un atto pubblico alla presenza di due testimoni (tranne nei casi di beni di modico valore).

Una donazione è per sempre o può essere annullata? La donazione può essere nulla (ad esempio se riguarda beni futuri o se è mossa esclusivamente da un motivo illecito) e può persino essere revocata. I motivi di revoca, che obbligano alla restituzione dei beni, sono due: l'”ingratitudine” (quando chi riceve il dono compie atti gravi contro il donante) e la “sopravvenienza di figli” (se il donante ha o scopre di avere figli in un momento successivo).

In cosa consiste, invece, l'”erogazione liberale”? È il tipico atto di generosità rivolto al mondo del non profit. A differenza della donazione, è estremamente semplice e non richiede atti pubblici o contratti formali: si concretizza solitamente in un versamento tracciato, come un bonifico o un pagamento elettronico.

Chi può ricevere questi due tipi di atti? Mentre la donazione può avere come beneficiario chiunque (un parente, un amico, un’azienda), l’erogazione liberale è destinata esclusivamente agli enti del Terzo settore.

Quali sono i vantaggi fiscali e come funzionano? L’erogazione liberale è lo strumento che permette di ottenere sconti sulle tasse. Il donante può scegliere tra due opzioni: la detrazione (uno sconto diretto sull’imposta da pagare) o la deduzione (una riduzione della base del reddito su cui si calcolano le tasse). Attenzione però: le due agevolazioni non si possono cumulare tra loro.

C’è il rischio di perdere i benefici fiscali? Sì, la legge è molto chiara. I vantaggi fiscali decadono se il versamento non è tracciabile (ad esempio se fatto in contanti), se l’ente beneficiario non fa parte del Terzo settore riconosciuto, se il donante cerca di sommare più agevolazioni sulla stessa donazione o se l’associazione non usa i fondi ricevuti per i suoi scopi istituzionali

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