RUNTS: Enti cancellati, cause e conseguenze. Una guida per non commettere errori

Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) ha recentemente introdotto una nuova funzionalità: l’elenco degli enti cancellati, ora consultabile direttamente dall’interfaccia del registro. Secondo i dati pubblicati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al 1° gennaio 2025 risultavano cancellati circa 12.000 enti, a questi si aggiungono oltre 9.800 enti cancellati durante la fase di trasmigrazione, per un totale di circa 21.800 organizzazioni non più presenti nel RUNTS. Attualmente, il Registro conta quasi 140.000 enti attivi.

La cancellazione dal RUNTS non è un evento casuale né immediato: è regolata dall’articolo 50 del Codice del Terzo Settore e può avvenire secondo due specifiche modalità:

  •  su richiesta dell’ente,
  • oppure per accertamento d’ufficio.

In ogni caso, prima di procedere, l’Ufficio del Registro è tenuto a notificare le irregolarità riscontrate, concedendo un termine (tra 30 e 180 giorni) per sanarle. È quindi fondamentale che i presidenti e i responsabili degli enti monitorino costantemente la PEC, perché è lì che arrivano le comunicazioni ufficiali.

Uno dei motivi più frequenti è la mancanza dei requisiti iscrittivi, accertata d’ufficio. Ogni tipologia di ente deve rispettare requisiti specifici: ad esempio, le APS devono avere almeno 7 soci e garantire la prevalenza dell’attività svolta da volontari; le ODV devono avere un consiglio direttivo non retribuito e una base associativa attiva; le imprese sociali devono rispettare vincoli statutari e coinvolgere i lavoratori nella governance. Se questi requisiti vengono meno e non vengono ripristinati entro i termini previsti, l’ente viene cancellato.

Un’altra causa è la presenza di irregolarità non sanabili, rilevate durante le ispezioni. Un esempio concreto è la falsificazione dei bilanci o dei verbali assembleari: se un ente presenta documentazione alterata o non veritiera, e ciò viene accertato, la cancellazione è inevitabile.

La violazione del divieto di distribuzione degli utili è un altro motivo rilevante. L’articolo 8 del Codice del Terzo Settore stabilisce che gli ETS non possono distribuire utili, neanche in forma indiretta. Fanno eccezione le imprese sociali, che possono remunerare il capitale nei limiti previsti. Qualsiasi forma di lucro soggettivo (come compensi ingiustificati, rimborsi non documentati o trasferimenti patrimoniali ai soci) comporta la perdita della qualifica e la cancellazione dal Registro.

Infine, tra le motivazioni maggiormente riscontrate, c’è il superamento dei limiti per le attività diverse. Gli ETS possono svolgere attività diverse da quelle di interesse generale solo se sono secondarie e strumentali rispetto alle finalità statutarie. Se queste attività diventano prevalenti (ad esempio, un’associazione che si dedica quasi esclusivamente alla vendita di prodotti o servizi commerciali) si perde la qualifica di ETS e si viene cancellati.

La cancellazione dal RUNTS ha importanti implicazioni patrimoniali. Se l’ente vuole continuare ad operare come soggetto civilistico, è obbligato a devolvere il patrimonio incrementale , cioè quello accumulato durante gli anni di iscrizione al RUNTS, ad altri enti del Terzo Settore. In caso di scioglimento volontario o rinuncia alla qualifica di impresa sociale, il patrimonio residuo deve essere devoluto ad enti conformi al Codice. È giusto ricordare che anche in questo caso l’atto di devoluzione è nullo se effettuato senza il parere obbligatorio dell’Ufficio competente e può comportare sanzioni.

Con il 2026 inizieranno i controlli, e come già detto più volte, gli enti del terzo settore sono soggetti ad un quadruplo sguardo:

  • stakeholder
  • organi di controllo e di revisione
  • Runts e amministrazioni
  • CSV, Reti Associative e soggetti autorizzati

Per questo, è essenziale che gli enti mantengano alta l’attenzione, rispettino gli obblighi previsti e rispondano tempestivamente alle comunicazioni ufficiali, evitando così di incorrere in una cancellazione che può avere conseguenze rilevanti.

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