Terzo settore: pubblicata la Circolare n. 1/E, la nuova “bussola” fiscale per gli enti

Il 19 febbraio 2026 l’Agenzia delle Entrate ha emanato la tanto attesa Circolare n. 1/E, un documento di prassi monumentale che fornisce i primi chiarimenti organici sulle disposizioni fiscali del Codice del Terzo settore. La pubblicazione segna la fine di una lunga attesa per gli operatori del settore, definendo le regole operative per l’applicazione del nuovo regime d’imposizione sui redditi (Titolo X del CTS) entrato pienamente a regime proprio nel 2026.

La Circolare non è solo il frutto di un’elaborazione interna dell’Amministrazione finanziaria, ma tiene conto dei contributi inviati dagli operatori durante una consultazione pubblica svoltasi tra dicembre 2025 e gennaio 2026. L’obiettivo dichiarato è garantire uniformità d’azione agli uffici e offrire certezze interpretative agli enti iscritti nel RUNTS, definendo i confini della loro qualificazione fiscale.

Le fonti chiariscono che il 2026 rappresenta l’anno di svolta: per gli enti con esercizio coincidente con l’anno solare, le nuove disposizioni si applicano dal 1° gennaio 2026. La Circolare giunge quindi nel momento cruciale in cui cessano di esistere le vecchie agevolazioni e i registri precedenti (come quelli di OdV e APS), sostituiti integralmente dalle regole del Codice e dal Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).

La Circolare affronta i temi caldi della riforma attraverso un’analisi dettagliata:

  • Il test di commercialità: Vengono fornite istruzioni puntuali su come distinguere tra attività di interesse generale “non commerciali” (svolte a titolo gratuito o dietro corrispettivi che non superano i costi effettivi) e attività commerciali. La circolare specifica che nel calcolo dei costi vanno inclusi anche gli oneri indiretti, finanziari e tributari.
  • La qualificazione dell’ente: Viene spiegato il criterio “matematico-comparativo” per cui un ente diventa fiscalmente commerciale se i proventi delle sue attività d’impresa superano, nello stesso periodo d’imposta, le entrate non commerciali (come quote associative, liberalità e contributi pubblici).
  • La fine dell’era ONLUS: Uno dei punti di maggiore impatto riguarda la soppressione dell’Anagrafe delle ONLUS. Le fonti ricordano che le ONLUS ancora iscritte al 31 dicembre 2025 hanno tempo fino al 31 marzo 2026 per presentare domanda di iscrizione al RUNTS ed evitare l’obbligo di devoluzione del patrimonio.

La circolare illustra anche le agevolazioni per le realtà minori, come la possibilità per chi ha entrate sotto i 300.000 euro di considerare le attività di interesse generale come un blocco unitario ai fini del test di commercialità. Vengono inoltre analizzati i nuovi regimi forfetari previsti per gli ETS non commerciali e le agevolazioni specifiche per le Organizzazioni di Volontariato (OdV) e le Associazioni di Promozione Sociale (APS).

Con la Circolare n. 1/E, l’Agenzia delle Entrate fornisce una vera e propria guida operativa che accompagna gli enti nella transizione verso il nuovo sistema. Per i dirigenti del Terzo settore, lo studio di questo documento diventa essenziale per monitorare l’equilibrio tra entrate commerciali e non commerciali, garantendo così il mantenimento dei benefici fiscali e la corretta gestione degli adempimenti contabili richiesti dalla riforma.

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