
Per gli Enti del Terzo Settore, la raccolta fondi rappresenta una delle principali leve strategiche per finanziare le proprie attività di interesse generale. Non si tratta semplicemente di un’attività accessoria, ma di una funzione strutturale riconosciuta dal Codice del Terzo Settore come parte integrante dell’azione dell’ente. L’art. 7 del CTS la definisce come l’insieme di iniziative, anche tramite donazioni, lasciti e contributi non corrispettivi, finalizzate a sostenere economicamente le attività istituzionali dell’ente.
La raccolta fondi può essere esercitata da qualsiasi ETS, comprese le imprese sociali, ed è regolata da due principi fondamentali: il profilo soggettivo, che stabilisce chi può promuoverla (cioè tutti gli enti del Terzo Settore), e il profilo teleologico, che ne definisce la finalità esclusiva, ovvero il finanziamento delle attività di interesse generale. A differenza delle attività “diverse”, che sono soggette a limiti e devono restare secondarie, la raccolta fondi può essere svolta anche in modo organizzato e continuativo.
Esistono molteplici modalità per attivare una raccolta fondi: direct mail, telemarketing, face-to-face, eventi pubblici, merchandising, lasciti testamentari, donazioni online, campagne di crowdfunding, fino a numerazioni solidali o salvadanai fisici. Qualunque sia il canale utilizzato, l’ETS è tenuto a rispettare i principi di trasparenza, correttezza e veridicità, fornendo informazioni chiare e verificabili sull’uso delle risorse raccolte, attraverso appositi rendiconti e specificando le risorse raccolte nella sezione C del conto economico.
Un ambito particolarmente interessante è quello delle raccolte fondi occasionali, ovvero iniziative che si svolgono in momenti specifici e non continuativi, come festività, celebrazioni o eventi straordinari. Il Codice del Terzo Settore, all’art. 79, stabilisce che queste raccolte non costituiscono attività commerciale se rispettano due condizioni: devono essere limitate nel tempo e collegate a un evento concreto (es. una cena di beneficenza, una lotteria solidale). Quando questi criteri sono soddisfatti, l’ETS può procedere senza obbligo di autorizzazioni preventive, ad eccezione di casi specifici come manifestazioni a premio, eventi musicali o sagre, che richiedono permessi da parte di Comuni, SIAE o Prefettura.
Anche in caso di raccolte occasionali, la normativa impone obblighi di trasparenza, in particolar modo l’ente avrà l’onere di fare una rendicontazione separata, che va allegata al bilancio o al rendiconto di cassa e menzionata nella relazione di missione, che verranno depositati entro il 30 giugno dell’anno successivo all’attività.
La raccolta fondi, quindi, sia nella forma continuativa che occasionale, è uno strumento essenziale per gli ETS. Ma non basta raccogliere: è fondamentale agire in modo trasparente, rispettare la normativa e garantire ai donatori un uso coerente e documentato delle risorse.
