Il ruolo del bilancio di esercizio nel panorama degli Enti del Terzo Settore

Nel contesto normativo che disciplina gli Enti del Terzo Settore, uno degli aspetti centrali è rappresentato dalla trasparenza nella gestione economica e patrimoniale. Il Codice del Terzo Settore ha introdotto strumenti precisi per garantire il controllo e la fiducia da parte di cittadini, donatori e istituzioni pubbliche, in primis il bilancio di esercizio e il bilancio sociale. Entrambi svolgono funzioni differenti, ma complementari, e concorrono a definire la solidità, l’affidabilità e l’impatto di un ente che opera senza scopo di lucro.

L’articolo 13 del CTS stabilisce l’obbligo per tutti gli ETS di redigere annualmente un bilancio di esercizio. Questo documento è la “fotografia” contabile dell’ente e serve a rappresentare la sua situazione economica, patrimoniale e finanziaria al termine di ogni esercizio. La sua funzione è duplice: da un lato consente alle autorità di vigilanza e di verificare la corretta gestione dell’ente; dall’altro lato offre ai donatori e alla comunità di riferimento uno strumento chiaro per capire come vengono impiegate le risorse raccolte.

La modalità di redazione del bilancio di esercizio dipende dalla dimensione dell’ente. Per gli ETS con ricavi inferiori a 300.000 euro o privi di personalità giuridica, è prevista una contabilità semplificata per cassa: in questo caso, le entrate e le uscite vengono registrate al momento del loro effettivo incasso o pagamento, e i dati sono riportati in forma aggregata. Diversamente, per gli enti che superano i 300.000 euro di ricavi o che hanno personalità giuridica, è richiesta una contabilità per competenza, secondo cui i ricavi e i costi devono essere registrati nell’anno in cui si generano, anche se il pagamento avviene successivamente. Questo approccio garantisce una rappresentazione più precisa e articolata dell’attività economica dell’ente.

Un altro strumento chiave per la trasparenza e la responsabilità sociale è il bilancio sociale, introdotto come obbligo per alcune categorie di ETS, ma adottabile volontariamente anche da altri enti. Il bilancio sociale è richiesto per:

  • le imprese sociali (comprese le cooperative sociali),
  • i Centri di Servizio per il Volontariato (CSV),
  • tutti gli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate superiori a 1 milione di euro.

Rispetto al bilancio di esercizio, il bilancio sociale ha una funzione meno tecnica e più narrativa: descrive l’identità dell’ente, i suoi valori fondanti, le attività svolte, i risultati raggiunti e l’impatto sociale, ambientale e culturale prodotto. È quindi uno strumento di accountability, ma anche di comunicazione, che aiuta l’ente a raccontarsi e a valorizzare il proprio operato di fronte a stakeholder interni (soci, lavoratori, volontari) ed esterni (beneficiari, cittadini, enti pubblici, finanziatori).

Secondo le Linee guida del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (DM 4 luglio 2019), il bilancio sociale deve essere redatto secondo criteri specifici, che includono: la rilevanza delle informazioni, la trasparenza, la neutralità, la comparabilità nel tempo, la veridicità dei dati, e la chiarezza nell’esposizione. Deve inoltre contenere una serie di elementi minimi: la metodologia utilizzata, informazioni generali sull’ente e sulla governance, una descrizione degli stakeholder, l’illustrazione delle attività e dei risultati ottenuti, dati economico-finanziari e informazioni non finanziarie.

Una volta redatto, il bilancio sociale deve essere approvato dall’organo statutario competente. Se l’ente dispone di un organo di controllo, questo è tenuto a esprimere un parere sul bilancio e a rilasciare un’attestazione di conformità alle linee guida. Infine, il documento deve essere depositato entro il 30 giugno di ogni anno nel RUNTS e, per le imprese sociali, anche presso il registro delle imprese. È inoltre obbligatoria la pubblicazione sul sito internet dell’ente o, in alternativa, su quello della rete associativa cui l’ente aderisce.

Il bilancio sociale, oltre a essere un adempimento normativo, rappresenta un’occasione strategica per gli ETS per costruire una relazione più forte e trasparente con il territorio e con i propri interlocutori. Contribuisce a rafforzare la fiducia del pubblico, a migliorare la reputazione dell’organizzazione e a promuovere una cultura interna basata su responsabilità, partecipazione e condivisione degli obiettivi.

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