
Questa settimana un cliente mi ha posto un quesito molto interessante che ho deciso di condividere vista la vicinanza del periodo natalizio. L’associazione in questione, in accordo con i commercianti del paese, ha deciso di farsi promotrice e capofila di una raccolta fondi per acquistare luminarie da installare nelle vie e nelle piazze del territorio durante le festività. La domanda, assolutamente legittima, era semplice nella forma ma complessa nella sostanza: “un’associazione del Terzo Settore può organizzare una raccolta fondi per acquistare luminarie natalizie a beneficio della comunità?”
Partiamo dal principio.
La normativa ci dice che la raccolta fondi è uno strumento finalizzato a finanziare le attività di interesse generale (AIG) svolte dall’ente. La prima verifica da effettuare, dunque, consiste nell’accertare se l’iniziativa sia riconducibile a un’attività di interesse generale tra quelle previste dallo statuto e dall’articolo 5 del Codice del Terzo Settore.
A un primo sguardo, potrebbe sembrare che l’acquisto di luminarie non finanzi direttamente una “classica” AIG, ponendo il rischio di un utilizzo delle liberalità non conforme. Tuttavia, questa difficoltà è più apparente che reale. L’eventuale “mancato finanziamento” delle AIG non si configura se l’attività specifica (in questo caso l’installazione delle luminarie) rientra, per scopo e natura, nell’alveo delle finalità statutarie dell’ente.
L’articolo 7, comma 1, CTS è molto chiaro: le liberalità devono essere utilizzate per le attività di interesse generale dell’ente. Dunque il punto dirimente è stabilire se questa iniziativa sia qualificabile come attività istituzionale. Riprendendo in mano l’articolo 5 del CTS, secondo me l’installazione e l’organizzazione delle luminarie natalizie e delle iniziative connesse possono essere ricondotte alla lettera i), che comprende:
“organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività […] di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale”.
Se lo statuto dell’associazione contempla la promozione della cultura, della socialità o della ricreazione come proprie attività di interesse generale e in particolar modo riporta la lettera i) dell’articolo 5 (come nel nostro caso) l’utilizzo dei fondi per l’allestimento delle luminarie è non solo possibile, ma pienamente coerente. Il legislatore ha infatti previsto che gli ETS possano svolgere attività in grado di coprire i propri costi e realizzare iniziative a beneficio della comunità, purché queste rispettino i limiti e i principi del Terzo Settore.
C’è però un ulteriore elemento da considerare: la lettera i) richiede che le attività culturali, artistiche o ricreative siano anche di interesse sociale. Questo significa che non basta che le luminarie siano “belle” o “ricreative”: devono avere una funzione sociale coerente con le finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale dell’ente.
Ed è proprio qui che la normativa e la prassi ministeriale ci vengono incontro. Le attività sono considerate “di interesse sociale” quando contribuiscono a:
- promuovere o rafforzare la coesione sociale,
- consolidare legami di identità, inclusione e solidarietà,
- favorire momenti di aggregazione, socialità e condivisione,
- valorizzare la comunità e i suoi spazi.
Le luminarie natalizie, per tradizione e funzione, rientrano pienamente in questa logica. Illuminare le vie del paese crea spazi condivisi, genera identità, migliora il senso di appartenenza e offre occasioni di socialità. La comunità, intesa come prossimità territoriale, beneficia dell’iniziativa attraverso attività che uniscono, rendono vivibile lo spazio pubblico e favoriscono relazioni.
In altre parole: le luminarie possono rappresentare un’attività ricreativa e culturale di interesse sociale, pienamente conforme alla lettera i) del CTS.
Una volta quindi chiarito che con questo salto normativo, questa attività possa essere posta in essere nel rispetto della norma, l’associazione dovrà oltre ad implementare l’iniziativa poi far fronte anche agli adempimenti della raccolta fondi:
- Rendiconto specifico della raccolta fondi, da allegare al bilancio annuale.
- Destinazione integrale dei proventi allo scopo dichiarato, nel rispetto dell’articolo 7 CTS.
- Trasparenza e tracciabilità di entrate e spese.
